giovedì 23 ottobre 2014

Vulcana: spettacolo teatrale (26/10)

Domenica 26 ottobre, ore 17, ingresso libero

“Vulcana”: l’irruenza, la forza, il dolore e l’amore di Anna Magnani. La rassegna teatrale offerta dalla Regione Lazio nei teatri parrocchiali di Roma
Ultimo appuntamento per la rassegna “Vulcana”, nata dalla collaborazione tra l’associazione “Azimut” e la Regione Lazio. Il progetto prende il nome dall’omonimo spettacolo scritto e diretto da Fabio Mureddu, “Vulcana”. Lo scopo della Regione è quello di promuovere e diffondere gratuitamente la cultura nelle periferie di Roma. La replica avrà luogo domenica 26 ottobre alle ore 17 presso la Parrocchia Santa Maria Regina Pacis (Via Maurizio Quadrio 21).
“Vulcana” mette in scena il più grande scandalo sentimentale della storia del cinema italiano, il triangolo amoroso dei tre miti del cinema internazionale: Anna Magnani, Roberto Rossellini e Ingrid Bergman.
Sul palco la burrascosa storia del tormento amoroso è interpretata da Francesca Nunzi e Fabio Mureddu, accompagnati dalle musiche eseguite dal vivo da Tiziano Caputo. 
In un allestimento semplice ma rigoroso, gli attori attraversano le fasi del tormento di Anna Magnani, un rincorrersi di racconti, ricordi, rabbie e dialoghi impossibili. È rappresentato il burrascoso e passionale legame tra Anna e Roberto. Il rapporto era scandito da scenate plateali e furibonde, momenti di grande tenerezza e memorabili episodi di condivisione artistica. L’arrivo della Bergman, la diva più famosa d’America, travolse definitivamente la loro relazione. L’abbandono, per Anna, giunse in modo improvviso e vigliacco. Rossellini, fuggendo all’alba, senza dare alcuna spiegazione, raggiunse la Bergman e la chiamò a interpretare la pellicola Stromboli, togliendo il ruolo alla Magnani. 
Anna, abbandonata e ferita, decise di realizzare comunque il film pensato inizialmente per lei: lo chiamò Vulcano, come l’isola in cui fu girato, contemporaneamente a quello di Rossellini. A poche miglia di distanza, le due pellicole furono girate contemporaneamente, tra solitudini (umane e geografiche), rancori e rimorsi. 
Si racconta che Anna, ogni sera, terminate le riprese, raggiungesse la riva del mare per lanciare improperi nella direzione di Stromboli, sfogando tutta la sua rabbia.

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