mercoledì 22 settembre 2010

Il cardinale Vallini ai preti romani: rilanciare lo spirito della Missione cittadina




Dare una «nuova e decisiva centralità» alla prospettiva missionaria della pastorale, di fronte ad un tessuto popolare «sempre più minacciato dal processo di secolarizzazione della società». È l’appello rivolto dal cardinale vicario Agostino Vallini al clero della diocesi, lunedì scorso (20 settembre 2010), nella basilica di San Giovanni in Laterano, nel tradizionale incontro di inizio d’anno pastorale. Un appello accompagnato dall’invito a «non accontentarsi più dell’esistente» perché «la situazione della fede a Roma è molto cambiata».

« È bene sapere – lo af­fermo con carità e chiarezza insieme – che non c’è posto nel nostro pre­sbiterio per chi si fosse macchia­to o si macchiasse di così orribile peccato (la pedofilia, ndr) o di comportamenti morali altrettan­to peccaminosi, come l’esercizio dell’omosessualità incompatibile con il sacerdozio». Il monito del porporato è all’inter­no di in un intervento ampio e ar­ticolato, intessuto di citazioni di Benedetto XVI, che vuole inserir­si «in un momento storico nel quale il Signore non ci fa manca­re le consolazioni e ci chiama a su­perare nuove prove».Le consolazioni sono le «intense e­sperienze spirituali» vissute nel­l’anno trascorso, «che ci hanno fatto amare ancora di più il nostro sacerdozio e ringraziare il Signore per il dono ricevuto». Le «nuove prove» sono invece «la bufera del­la pedofilia» e «lo scandalo estivo dell’omosessua­lità » suscitato dal­la storia di coper­tina pubblicata da un noto settima­nale. «Inutile na­sconderci – ha detto il porporato – che queste vi­cende ci hanno pesato personal­mente e come presbiterio, soprat­tutto per la ricaduta sulla credibi­lità e la fiducia nella Chiesa da par­te di tante persone». «Ma non dob­biamo scoraggiarci, – ha subito ag­giunto – anche se, a mio parere, sarebbe un errore, dinanzi ai 'pec­cati di sacerdoti', di cui parla il Pa­pa, noi ci sentissimo del tutto fuo­ri ». «Naturalmente – ha poi spie­gato – da certi peccati e delitti è certo che siamo fuori: non è nean­che il caso di dirlo». Un modo for­se per dire che i protagonisti dei comportamenti scandalosi registra­ti dal citato periodi­co erano sì di sa­cerdoti presenti a Roma, ma che non appartenevano al clero romano.Ma il cardinale Val­lini ha dedicato al­la vicenda pedofi­lia- omosessualità solo la cartella i­niziale delle 14 lette nella Basilica di San Giovanni in Laterano dove si è svolto l’incontro a cui hanno partecipato circa novecento tra parroci, vicari parrocchiali e dia­coni permanenti. Nel resto del suo intervento il cardinal vicario ha il­lustrato quali sono le sue speran­ze e le sue preoccupazioni per la vita dei sacerdoti romani che pur vivendo in un contesto difficile so­no ancora «capaci di profezia e di testimonianza che rende bello il volto della Chie­sa ». «Il presbiterio diocesano – ri­badisce il porpo­rato – è ricco di tanti uomini di fede profonda, di comunione, di passione per il Vangelo, di amo­re alla gente». Ma si può dare di più. Innanzitutto coltivando «una robusta vita spirituale», attraverso la preghiera, la meditazione della Parola di Dio, la Messa come «cen­tro pensato e non scontato della giornata», «la confessione fre­quente », «le giornate di ritiro» e «ogni anno il corso di esercizi spi­rituali ». E poi, anche, con aiuto re­ciproco a «curare molto la vita in canonica, dove nessuno debba sentirsi ospite, in un clima fami­liare, fatto di attenzioni e di con­divisione ». «A questo fine – ha an­nunciato Vallini – è in prepara­zione una 'Regola di vita', che il Consiglio presbiterale diocesano ha deciso di scrivere quale frutto dell’Anno Sacerdotale».Tutto questo rafforzamento spiri­tuale ha ovviamente come fine quello dell’evangelizzazione, per­ché «la coscienza della vocazione missionaria della Chiesa e l’ur­genza per l’oggi è chiara a tutti noi». Ma come fare questo nuovo annuncio di Gesù Cristo? La 'ri­cetta' è antica e nuova allo stesso tempo: «essere testimoni» e pren­dere «sul serio il mandato di Ge­sù: 'Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni crea­tura' ». Coma sta scritto in Matteo, Marco e negli Atti degli Apostoli. E questo impeto missionario impli­ca il «dare un posto di rilievo all’'andare verso gli altri' e non solo di accoglierli quando vengo­no da noi». E poi c’è un problema di linguaggio: «la gente rifiuta le formule prefabbricate», mentre è disarmata e si apre all’ascolto di­nanzi ad un «parlare semplice, comprensibile, percepito come vero, che tocca il cuore, che narra una storia di vita».Oltre a questo il car­dinal vicario sotto­linea positivamen­te il fatto che «la Lectio divina è ini­ziata in tante par­rocchie e anche i Gruppi del Vangelo nelle case stanno cominciando a ri­nascere ». Conferma che il Vicariato sta predisponendo tre sussidi emersi dal Convegno diocesano dello scorso giugno su 'Eucaristia e te­stimonianza della carità': un pic­colo 'Catechismo eucaristico' per promuovere la conoscenza della fede nell’Eucarestia; un corso per la formazione dei Gruppi liturgi­ci; un corso di formazione per gli operatori della Caritas parroc­chiale.Ultima questione toccata da Val­lini, ma non di minore importan­za, è la pastorale vocazionale. Il cardinale invita in un contesto cul­turale non favorevole a riscoprire il primato della preghiera e a non avere paura di «proporre ai giova­ni e agli adolescenti – nelle forme e nei modi dovuti – di seguire Cri­sto nella via del sacerdozio». E pro­pone concretamente: «che in ogni parrocchia il primo giovedì del mese – o altro giorno ritenuto più idoneo – noi sacerdoti con la gen­te adoriamo il Signore e gli chie­diamo tutti insieme di donare a noi preti e ai giovani che Egli vuo­le una sovrabbondante effusione dello Spirito Santo, perché coloro che il Signore chiama, grazie alla nostra preghiera, rispondano con coraggio». Senza contare le inte­ressanti attività vocazionali pro­poste dai Seminari di Roma. A co­minciare da quello Minore a cui il cardinale ha voluto dedicare una parola speciale

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